| "Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per
la ricerca scientifica. Ma non possono aspettare le scuse di uno dei
prossimi Papi"
Luca Coscioni. |
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Eutanasia: diritto all'autodeterminazione e testamento biologico.
Posto che io ritenga la mia vita "inalienabile", ho il diritto di
imporre ad altri di non poter disporre della propria? E se qualcuno ritiene di
disporre sulla vita di altri, non sarà stata comunque alienata?
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Eutanasia, testamento biologico, accanimento
terapeutico
Una microcampagna di Zava,
che per fortuna ha anche di meglio da fare, contro oscurità ed
oscurantismo. |
| Grazie
all'esternazione di Piero Welby, almeno adesso se ne parla... C'è
voluta una provocazione forte come "Presidente,
voglio l'Eutanasia" per smuovere la sabbia.
Il Presidente Napolitano ha detto "parlatene",
quindi adesso i parlamentari dovranno almeno far finta di sapere che il
problema esiste.
Già qualcosa, ma bisogna dare impulso alla cosa: potete aderire alle
iniziative dell'Associazione Coscioni, in particolare firmare
la petizione per una indagine conoscitiva sul fenomeno
dell'Eutanasia clandestina in Italia.
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Non
importa come la penso io...
Quello che importa è che su un argomento tanto personale (cosa si
può immaginare di più personale?) la scelta di ciascuno non debba
essere imposta dalle convinzioni di altri.
Chi legifera (o forse voterà per un referendum?) nella maggioranza
dei casi per sua fortuna sarà "lontano" dal problema e
lontano dalle condizioni fisiche e psicologiche che potrebbero anche
solo consentirgli di immaginare il "desiderio" di poter
determinare la propria fine.
O forse potrà capire, ma sarà gravato di remore morali e religiose
per cui potrà trovare inaccettabile PER SE' di poter disporre della
propria fine.
Ma potrà ritenere di avere il diritto di IMPEDIRE ad altri, in ben
diversa situazione, di esercitare questo diritto? Ho io il diritto di
decidere come TU devi poter morire?
(Ma se IO non ce l'ho, perché dovrebbe avercelo Ratzinger, Ruini,
Casini...)
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| L'eutanasia
NON E' OBBLIGATORIA! Vedo già profilarsi un gioco all'equivoco che
potrà avere un peso propagandistico significativo.
Spesso si sente descrivere l'Eutanasia come la possibilità che
qualcuno (un medico? lo stato?) decida di terminare la vita di
qualcun'altro, lasciando volutamente intravedere scenari di Eugenetica,
eliminazione di popolazione anziana e simili.
Il diritto all'Eutanasia serve per consentire a CIASCUNO di decidere
per SE', in base alla propria coscienza ed alle proprie convinzioni.
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Chi vuole il diritto
all'Eutanasia, NON vuole l'Eutanasia
Chi si batte per questo diritto, non necessariamente e non solo lo
vuole per sé: è doveroso volerlo in modo che chi ritiene di poterne
usufruire possa farlo, anche se personalmente non ci si sentirebbe
autorizzati ad avvalersene. |
| Chi
si batte per il diritto all'Eutanasia, vorrebbe che l'Eutanasia fosse
inutile. L'eutanasia dovrebbe essere un diritto che nessuno vuole,
lo Stato (LAICO!) dovrebbe da un lato consentire questo diritto,
dall'altro operare in modo che nessuno arrivasse alla condizione di
dover desiderare di avvalersene.
Molti dei casi in cui la terminazione della propria vita è presa in
considerazione potrebbero e dovrebbero essere evitati e lo stato
potrebbe e dovrebbe evitarli: se non fossimo al centesimo posto nel
mondo per la terapia del dolore, molti casi insostenibili
potrebbero arrivare alla naturale terminazione in modo naturale,
dignitoso e "sopportabile".
Se non fossimo uno stato (LAICO) che per salvare qualche embrione rinuncia
alla ricerca che potrebbe curare malattie come quella di Pietro
Welby, molta gente non arriverebbe a pensare all'Eutanasia
Ma ancora esisterebbero dei casi "inaiutabili", e per essi
il diritto di decidere deve restare intoccabile
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Eutanasia e Testamento
biologico
Parecchie teste pensanti (?) del mondo politico hanno risposto
all'esortazione di Napolitano "parlatene" dicendo "non
se ne parla neanche".
Qualcuno ha detto "l'esortazione del Presidente NON E'
RICEVIBILE".
Bell'esempio di apertura mentale e tolleranza.
Allora parliamo di testamento biologico (Living will), sarà almeno
un primo passo.
Ma adesso, grazie al condizionamento cattolico (o meglio
ecclesiastico, visto che per fortuna i cattolici sono più pensanti
della chiesa che pretende di condizionarli) non potete dire o lasciare
scritto con che criteri volete che sia gestita la vostra fine.
Quindi questo sarà deciso da altri (familiari, medici...) che con
tutta la buona volontà potrebbero non saper decidere come vorreste
decidere voi.
Ben venga quindi almeno una legge sul testamento biologico (che la
dominante cattolica della politica insabbia da decenni).
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Eutanasia "argomento irricevibile"?!
Ma che testa hanno quei politici che hanno decretato (in
base alle direttive di scuderia ecclesiastica) che dell'argomento
"eutanasia" è inaccettabile anche solo discutere?
Sarebbe, più che legittimo, doveroso che si
adoperassero per rendere l'Eutanasia un'alternativa
"superflua", resa inutile dalla disponibilità di assistenza e
terapie.
Ma come possiamo accettare che un parlamentare di un o
stato laico rifiuti anche solo di discutere un argomento in base alle
proprie private convinzioni religiose???
Io ti pago e tu discuti. Altrimenti vai a casa, fai il
chierico invece del parlamentare e se ti capita la distrofia muscolare
goditela fino in fondo, rallegrato dal fatto che qualcuno ha detto che
da qualche parte è scritto che il padre tuo ha detto "la tua vita
mi appartiene", "tu partorirai con dolore" e quindi,
evidentemente, anche "tu morirai nel dolore".
Il mio, di padre, non mi avrebbe mai detto così...
Ma che padre avete, voi cristiani?
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Che fare?
Oh bella, fate quel che vi pare!
Però potete informatevi e pensare.
E chiedetevi se le vostre convinzioni personali debbano
essere imposte ad altri.
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Links ed altre risorse...
L'Associazione Coscioni
fornisce parecchio materiale di riflessione e coordina molte iniziative
pratiche. |
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