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prima considerazione è che bisognerebbe tacere... La cosa
peggiore è che si debba irrompere nell'intimo di queste vicende, sia
pure allo scopo di contribuire all'ottenimento di un sacrosanto diritto:
in un paese civile dovrebbe essere garantito ad una famiglia di poter
vivere una vicenda come questa senza cardinali e politici a sentenziare
di omicidio; anche chi cerca di contribuire al diritto sente di star
comunque facendo baccano, sia pure a buon fine, in un luogo dove sarebbe
necessario solo silenzio.
Tant'è, finché saremo una provincia dello Stato della Chiesa sarà
necessario.
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La
cosa orrenda è che gli abbiamo consentito di costringerci a fare la
cosa sbagliata per ottenere la cosa giusta... Lo scopo ultimo
della vicenda era ottenere il diritto a che i tessuti biologici di chi
era stata, fino a 17 anni fa, un essere umano vivo, fossero lasciati
spegnere. Eluana Englaro è morta 17 anni fa.
Per liberare il suo corpo dall'alimentazione forzata, che per 17 anni ne
ha fatto contro la sua volontà l'equivalente di una coltura batterica,
si è dovuto ricorrere al "cavillo" dell'interruzione di una
terapia senza speranza (l'alimentazione forzata), perché parlare e
sopratutto attuare una pietosa Eutanasia
sarebbe stato impensabile in uno stato governato dal vaticano.
Per Eluana molto probabilmente questa distinzione è irrilevante: per
lei non farà differenza la sospensione dell'alimentazione rispetto ad
una anestesia letale. Ma abbiamo costretto suo padre e chi gli sta
vicino comunque ad affrontare una morte biologica lunghissima e
potenzialmente dolorosa, gli abbiamo imposto di soffrire anche l'ultimo
dubbio, infondato quanto ineliminabile "ma e se stesse comunque, in
qualche modo, soffrendo, anche solo nei suoi sistemi biologici di essere
comunque già morto?"
Ma per altri questa distinzione non sarebbe indifferente: pensiamo a
gente nelle condizioni di Welby: gente che in pieno possesso delle sue
facoltà di scelta e nella piena consapevolezza di se decide di
interrompere la propria vita: negargli il diritto all'eutanasia
significa obbligarli come unica alternativa ad un lento suicidio per
fame e sete! Altrimenti una pletora di cardinali e politici striscianti
farà di tutto per impedirgli (ma lo farà comunque...) di attuare il
proprio diritto di scelta sulla propria vita.
E' questa la tutela della vita che la superpotenza cattolica cerca di
imporci? Non ti consento una morte serena, liberamente scelta e
somministrata nel modo meno doloroso possibile: devi morire di sete!
(visto che il rogo adesso non ce lo fanno più usare...)
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| Una
considerazione di utilità. Ma qualcuno ha il coraggio di fare una
valutazione concreta in termini di funzione di utilità, lasciando da
parte i principi sterili su una supposta indisponibilità della vita,
anche quando questa è ridotta a tenere idratate delle cellule
biologiche prive senza speranza di un contenuto umano?
Abbiamo tenuto idratati, ventilati e nutriti per 17 anni parecchi
chili di materiale biologico che costituiva il corpo di un essere umano
non più esistente (sdegnando il fatto che l'essere umano in questione,
finché c'era, avrebbe piuttosto preferito donare i propri organi ed
essere lasciato libero).
Questa coltura sterile ha impegnato risorse (umane, sanitarie,
economiche) per 17 anni: è facile immaginare che con le stesse risorse
sarebbe stato possibile fornire assistenza sanitaria a centinaia di
persone VIVE E COSCIENTI che attualmente non la ricevono.
Ipotizzando di utilizzare queste risorse, ad esempio, per vaccinare
contro la malaria dei bambini in Africa, è certo che si
sarebbero salvate molte vite.
Di fatto, sono state sacrificate molte vite di umani vivi e
coscienti per tenere idratati ventilati 60kg di cellule biologiche di un
umano morto. Contro la sua volontà.
Questo sarebbe già molto discutibile dovendo decidere tra assistere
un essere umano vivo e togliere risorse a centinaia di esseri umani
vivi: ma qui abbiamo tenuto in una condizione inumana un essere ormai
spento e per giunta dissenziente, a spese di esseri umani vivi e
coscienti!
Per il vaticano il bilancio è comunque positivo: un bel po' di anime
salite al cielo e salvaguardata l'indisponibilità della vita...
Ma noi che diciamo di voler contribuire a costruire la civiltà umana
sulla terra, che bilancio dobbiamo tirare?
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Chi vuole il diritto
all'Eutanasia, NON vuole l'Eutanasia
Chi si batte per questo diritto, non necessariamente e non solo lo
vuole per sé: è doveroso volerlo in modo che chi ritiene di poterne
usufruire possa farlo, anche se personalmente non ci si sentirebbe
autorizzati ad avvalersene.
Se la vita è indisponibile, nessuno ha diritto di disporre di quella
di un altro. |