Giordano Bruno, otto per mille

Otto per mille

Come si spartiscono e cosa fanno del vostro otto per mille?

Qualcosa che forse non sapevate su una spartizione un po' (tanto) mafiosa.

e altre amenità del nostro Stato "Laico"...

"Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi Papi"

Luca Coscioni.

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Amnistia e indulto per natale

Il giorno di natale una marcia a Roma per dimostrare a favore dell'Amnistia: non credo di essere favorevole, ma riporto l'invito e sicuramente è bene che ci si informi e se ne parli.

Amnistia per natale

Marcia, se vuoi, o almeno informati.

Una microcampagna di Zava, che per fortuna ha anche di meglio da fare, contro oscurità ed oscurantismo.



è stata convocata per il 25 dicembre a Roma la Marcia di Natale per l'amnistia, la giustizia e l'indulto che partirà alle ore 10 da Castel Sant'Angelo.
Chi la convoca?

Rosa nel pugno - Nessuno Tocchi Caino - Il Detenuto ignoto - Radicali Italiani - Associazione Luca Coscioni

Promotori:

Marco Pannella, Don Antonio Mazzi, presidente della Fondazione Exodus Onlus (presidente del Comitato promotore della marcia), Giulio Andreotti, senatore a vita, Emilio Colombo, senatore a vita, Francesco Cossiga, senatore a vita, Rita Levi Montalcini, senatrice a vita, Beppe GrilloVasco RossiSergio Pininfarina, senatore a vita, Antonio Baldassarre, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Giuliano Vassalli, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Margherita Boniver, Sottosegretario per gli Affari Esteri, Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, Don Andrea Gallo, fondatore Comunità San Benedetto al Porto di Genova, Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant’Egidio, Enrico Boselli, presidente dello SDI, Emma Bonino, parlamentare europea radicale, Benedetto Della Vedova, presidente di Riformatori Liberali, Massimo Barra, presidente della Croce Rossa italiana, Paolo Beni, presidente nazionale ARCI, Patrizio Gonnella, presidente nazionale Antigone, Roberto Della Seta, Presidente nazionale di Legambiente, Riccardo Bonacina, direttore di “Vita”, Francesco Ceraudo, presidente dei Medici Penitenziari Italiani, Sergio D’Elia, segretario di “Nessuno tocchi Caino” e molte altre personalità e associazioni (per una lista completa clicca qui).

 

Stralcio delle motivazioni dei promotori:

"in Italia esiste un'amnistia strisciante che si chiama "prescrizione" e che è spesso riservata a chi può permettersi un bravo avvocato"

"la giustizia si scarica quasi per intero sugli esclusi, senza avvocato e senza difesa, soprattutto immigrati e tossicodipendenti"

"la durata media [dei pèrocessi] è di 35 mesi per il primo grado e di 65 mesi per l'appello. Moltissimi  reati non vengono nemmeno perseguiti"

"spesso sono leggi inique a produrre criminalità. E'  risibile il numero degli immigrati regolari in carcere, mentre è crescente quello degli immigrati senza permesso di soggiorno. L'impossibilità di ingresso legale produce illegalità e reati"

"in molti casi è il carcere stesso a portare alla commissione di nuovi reati. La percentuale della recidiva è del 75% nei casi di detenuti che scontano la condanna in carcere; solo del  27% nel caso di tossicodipendenti in affidamento ai servizi sociali, e del 12% nel caso di non tossicodipendenti affidati ai servizi sociali"

 

L'opinione di Zava

Non credo di essere del tutto d'accordo: o meglio, le affermazioni sono vere, quello che non vedo è come l'amnistia costituisca una soluzione.

Un problema cardine è che in Italia manca la certezza della pena (il 92% dei reati  denunciati, senza contare la miriade non denunciata "tanto non serve a niente", resta impunita): l'amnistia è come ratificare questa certezza della non-pena.

Per contro, ammetto che se non siamo in grado di amministrare una pena in condizioni dignitose, l'amnistia dovrebbe quasi essere automatica: il detenuto che non possa essere recluso in condizioni dignitose per un paese civile, venga rilasciato d'ufficio!

Di gran lunga più efficaci sembrano essere, invece, i provvedimenti non carcerari (lavori socialmente utili e simili), che per condannati non pericolosi consentono condizioni dignitose, recupero sociale, attività produttiva e minori probabilità di recidiva.

Sempre che si ritenga che la pena debba essere "recupero" e non "punizione". Ma per certi reati, onestamente, alla componente "punizione" trovo difficile rinunciare...

 

Se siete daccordo, aderite e andate... ...se non siete daccordo state a casa, ma in ogni caso il problema merita almeno che ci si informi.
Per aderire:

http://www.radicali.it/amnistia xnatale/form.php

 
   

 

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